Malattie cardiovascolari

Il caffé riduce il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari.

  • Aritmie e ipertensione: non provoca aritmie in dosi moderate e può provocare ipertensione solo nei soggetti ipertesi ma l’effetto diminuisce poco dopo in quanto l’organismo si adatta all’introduzione di caffeina controllandone gli effetti negativi sulla pressione. Secondo il grado di ipertensione e secondo il consumo di altre bevande contenenti caffeina, è possibile definire quanto caffè consumare. L’ideale è mantenersi sotto il livello di 3 tazzine al giorno o consumare caffé decaffeinato
  • Ipercolesterolemia: il caffè non aumenta il colesterolo se si consuma caffé filtrato o preparato all’italiana (moka o espresso). Idem se si parla di decaffeinato.
  • Infarto: è permesso in misura di non oltre 3 espressi al giorno se non esistono altri introiti di caffeina con altre bevande (The, Cola, Energy drink).
  • In caso di cardiopatia: il caffè può interferire con l’assunzione di medicinali, riducendone la loro efficacia. Pertanto è sempre bene leggere il foglietto illustrativo. Infine qualora sia in atto anche una sindrome metabolica, l’ideale è consumare il caffè senza zucchero.