Caffè fa rima con cuore

Una recente metanalisi riconferma la sicurezza del caffè per il sistema cardiovascolare 

Si confermano gli effetti benefici di un consumo moderato di caffè sull’apparato cardiovascolare sia negli individui sani sia nei soggetti con problematiche cardiovascolari

La relazione tra consumo di caffè e salute cardiovascolare è da sempre sotto la lente degli esperti. Del resto il caffè è una delle bevande più consumate al mondo, al secondo posto dopo l’acqua.  

Un consumo moderato di caffè è sicuro e mostra un effetto benefico sia in persone in salute che in pazienti con fattori di rischio o problemi cardiovascolari, come evidenziato dalla recente metanalisi pubblicata su Expert Review of Cardiovascolar Therapy (Chrysant SG. 2017 Mar;15(3):151-156.). A questo proposito Andrea Poli, Presidente di Nutrition Foundation of Italy, commenta: “Questa review, realizzata analizzando 94 studi scientifici apparsi nella letteratura internazionale, Quali non solo non annunciare l’esito di una recente  metanalisi (Chrysant 2017) mostraevidenzia che un consumo moderato di caffè (3-5 tazze al giorno) svolge un effetto protettivo sul rischio cardiovascolare successivo, sia per gli individui sani che per i pazienti affetti da elevata pressione arteriosa, malattia cardiovascolare, insufficienza cardiaca, aritmie o diabete mellito. È interessante soprattutto osservare che, contrariamente a quanto spesso si ritiene, anche in presenza di ipertensione o di irregolarità del ritmo cardiaco (aritmie) non sembrano esserci controindicazioni ad un consumo moderato di caffè, che si assocerebbe, al contrario, ad una riduzione del rischio cardiovascolare anche in questi pazienti”.

La letteratura scientifica ha studiato in modo approfondito il tema del legame tra caffè e sistema cardiovascolare.  Ricordiamo tra i più recenti:

  • Uno studio del 2015 di Lotfield e collaboratori conferma che i consumatori di caffè mostrano una minore incidenza di patologie cardiovascolari, disturbi respiratori e diabete. Gli autori spiegano questi risultati con gli effetti anti-infiammatori dei componenti minori del caffè (principalmente acidi clorogenici).
  • Per quanto riguarda i possibili effetti del caffè nei vari paesi del mondo (dove le abitudini alimentari sono diverse), di interesse è una recente pubblicazione di Saito et al. (2015), che dimostra che il consumo di caffè si associa a minor mortalità cardiovascolare, incidenza di patologie respiratorie e disturbi cerebro-vascolari in una popolazione (quella giapponese) dove l’abitudine al consumo di caffè si sta espandendo, ma non è ancora diffusa come in occidente.
  • Un’ampia meta-analisi di Ding e collaboratori (2014), ha evidenziato un’associazione protettiva tra consumo di caffè e rischio cardiovascolare. In dettaglio, quest’analisi (che ha preso in considerazione dati sul consumo di caffè di 1.283.685 soggetti mettendoli in relazione con il loro rischio cardiovascolare), ha concluso che il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari è più basso in chi consuma da 3 a 5 tazze al giorno rispetto ai non consumatori.
  • Risultati favorevoli sono stati pubblicati nel 2014 anche da Crippa e collaboratori, che hanno calcolato la mortalità totale, quella cardiovascolare e quella per tumore in 997,464 soggetti stratificati per consumo di caffè. I risultati mostrano che un consumo di 4 tazze al giorno si associa a ridotta mortalità per tutte le cause, un consumo di 3 tazze al giorno si associa a ridotta mortalità cardiovascolare.

In sintesi, il consumo di caffè si associa generalmente a minor morbilità e mortalità cardiovascolare e 3-5 tazze al giorno sembra essere la quantità consigliabile correlata a maggiori benefici.

 

Bibliografia

 

  • Crippa A, Discacciati A, Larsson SC, Wolk A, Orsini N. Coffee consumption and mortality from all causes, cardiovascular disease, and cancer: a dose-response meta-analysis. Am J Epidemiol. 2014 Oct 15;180(8):763-75. doi: 10.1093/aje/kwu194.
  • Ding M, Bhupathiraju SN, Satija A, van Dam RM, Hu FB. Long-term coffee consumption and risk of cardiovascular disease: a systematic review and a dose-response meta-analysis of prospective cohort studies. Circulation. 2014 Feb 11;129(6):643-59. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.113.005925.
  • Loftfield E, Freedman ND, Graubard BI, Guertin KA, Black A, Huang WY, Shebl FM, Mayne ST, Sinha R. Association of Coffee Consumption With Overall and Cause-Specific Mortality in a Large US Prospective Cohort Study. Am J Epidemiol. 2015 Dec 15;182(12):1010-22. doi: 10.1093/aje/kwv146.
  • Saito E, Inoue M, Sawada N, Shimazu T, Yamaji T, Iwasaki M, Sasazuki S, Noda M, Iso H, Tsugane S. Association of coffee intake with total and cause-specific mortality in a Japanese population: the Japan Public Health Center-based Prospective Study. Am J Clin Nutr. 2015 May;101(5):1029-37. doi: 10.3945/ajcn.114.104273.
  • S G Chrysant, 2017. The impact of coffee consumption on blood pressure, cardiovascular disease and diabetes mellitus, Expert Reviews Cardiovascular Therapy, published online.