Caffè, dalla tazzina un aiuto all’umore

L’Institute for Scientific Information on Coffee (ISIC) segnala le più recenti evidenze scientifiche sugli effetti derivati dal consumo di caffè sull’umore e le emozioni

Il caffè è la bevanda più studiata al mondo e i suoi molteplici effetti sull’organismo e le rinnovate scoperte continuano a stupirci.

I benefici del caffè non sono solo strettamente legati ad aspetti fisiologici, ma rappresentano anche una fonte di piacere da scoprire quotidianamente. La preparazione e il consumo di caffè regalano, infatti, un'esperienza multisensoriale che nasce dalla combinazione sempre dei sensi della vista, dell'olfatto, del gusto e del tatto. L'esperienza è diversa anche in base alla temperatura e al contesto in cui si consuma il caffè. Essa inizia dall'aroma che si sprigiona con l'apertura del contenitore e continua attraverso gli stimoli visivi durante la preparazione, inclusi il colore del caffè e la presenza di crema o schiuma.

Probabilmente l'esperienza sensoriale di una tazzina di caffè inizia già nel momento in cui, entrando in un bar, si sente il suono di una macchina da caffè che, come emerso da recenti ricerche, giocherebbe un ruolo fondamentale nel rapporto giornaliero del cliente con i prodotti, spesso influenzandone i processi cognitivi, le emozioni e il comportamento. Diversi studi suggerirebbero, inoltre, che la percezione dell'aroma del caffè possa avere un impatto sulla concentrazione, scatenando anche emozioni ed evocando ricordi.

Le ultime ricerche presentate dall’Institute for Scientific information on Coffee (ISIC, www.coffeeandhealth.org) hanno evidenziato gli effetti positivi della caffeina sull’umore e sull’attenzione:

 Dosi basse o moderate di caffeina (corrispondenti a 2-5 tazzine di caffè al giorno) migliorerebbero il tono edonico – la sensazione di piacere legata a uno stimolo olfattivo – riducendo l’ansia[1]: un’assunzione di 75 mg di caffeina (l’equivalente di 1 tazzina di caffè) ogni 4 ore, porterebbe a un costante miglioramento dell’umore nel corso della giornata[2], mentre una singola dose di 60 mg di caffeina produrrebbe un miglioramento evidente sull’attenzione e sulla prontezza e sull’umore[3]; inoltre, il consumo di 100 mg di caffeina diminuirebbe significativamente apatia e stanchezza e aumenterebbe il vigore[4]. Gli effetti positivi sull’umore e sulle performance cognitive si riscontrano anche con dosi moderate di caffeina (200 mg) in combinazione con una bassa assunzione di carboidrati (50 mg), diversamente dalla sola assunzione di carboidrati[5]. Anche il caffè decaffeinato influenzerebbe positivamente l’umore e la capacità cognitiva[6].

La caffeina tenderebbe ad avere un effetto benefico sull’umore dei consumatori abituali rispetto ai non consumatori, ma, se assunta da non consumatori, i miglioramenti nelle performance cognitive sarebbero ancora più evidenti[7]. Le persone anziane sembrano essere più sensibili agli effetti della caffeina sul cambiamento dell'umore rispetto ai giovani[8]. È stato suggerito, infatti, che la caffeina può potenzialmente essere utilizzata come integratore per gli anziani, migliorando l'umore e le performance cognitive nelle attività quotidiane[9]. Gli effetti sull'umore, poi, dipendono anche dal momento della giornata in cui la caffeina viene assunta, con risultati più evidenti nella tarda mattinata.

Ricerche hanno suggerito che la dopamina – un neurotrasmettitore che aiuta a controllare i centri di ricompensa e del piacere del cervello e aiuta a regolare le risposte emotive – può mediare alcuni degli effetti della caffeina sul comportamento. Dopo aver bevuto una tazza di caffè, la caffeina viene assorbita nel flusso sanguigno, entra in circolo e arriva fino al cervello. Qui, l'adenosina agisce da sedativo sul sistema nervoso centrale e induce sensazioni di stanchezza. Grazie alla struttura molecolare simile, la caffeina si può legare ai ricettori dell'adenosina e agisce come un “impostore”, bloccando l’azione dell'adenosina e favorendo l’attenzione[10].

Dalla ricerca risulta inoltre che il caffè favorirebbe un comportamento cooperativo, evidenziandone il ruolo come alleato nella condivisione all’interno della socialità[11]. In ultimo, valutando le risposte emotive dopo l’assunzione di caffè, sarebbe emerso che chi lo beve ricerca diverse esperienze emotive dalla bevanda: sensazioni di energia, positività, benessere emotivo e una sensazione di concentrazione mentale[12].

Il caffè rappresenta un piacere da gustare con tutti i sensi.

Conviviale e allo stesso tempo intimo e personale, è gusto e insieme un alleato del nostro organismo.

…Il caffè è tutto questo e molto di più!


[1] Quinlan P.T. et al. (2000) The acute physiological and mood effects of tea and coffee: the role of caffeine level. Pharmacol Biochem Behav, 66(1):19-28.

[2] Nehlig A. (2010) Is Caffeine a Cognitive Enhancer? J Alzheimers Dis, 20(S1):85-94.

[3] Wilhelmus M.M. et al. (2016) Effects of a single, oral 60mg caffeine dose on attention in healthy adult subjects. J Psychopharmacol, published online ahead of print.

[4] Judelson D.A. et al. (2013) Effects of Theobromine and Caffeine on Mood and Vigilance, J Clin Psychopharmacol, 33(4):499-506.

[5] Maridakis V. et al. (2009) Sensitivity to change in cognitive performance and mood measures of energy and fatigue in response to morning caffeine alone or in combination with carbohydrate. Int J Neurosci, 119:1239-58.

[6] Cropley V. et al. (2012) Does coffee enriched with chlorogenic acids improve mood and cognition after acute administration in healthy elderly? A pilot study. Psychopharmacol, 219(3):737-49.

[7] Haskell C.F. et al. (2005) Cognitive and mood improvements of caffeine in habitual consumers and habitual non-consumers of caffeine. Psychopharmacol, 179:813-25.

[8] Smit H.J. and Rogers P.J. (2006) Effects of caffeine on mood. In Caffeine and the activation theory. Effects on health and behavior, Smith B.D., Gupta U., Gupta B.S., eds, CRC Press, Boca Raton, FL, pp. 229-82.

[9] Tallis J. et al. (2013) Assessment of the ergogenic effect of caffeine supplementation on mood, anticipation timing, and muscular strength in older adults. Physiol Reps, 1(3):e00072.

[10] Biaggioni I. et al. (1991) Caffeine and theophylline as adenosine receptor antagonists in humans.  J Pharmacol & Exper Therap, 258(2):588-593.

[11] Tse W.S. et al. (2009) Caffeinated coffee enhances co-operative behavior in the Mixed Motive Game in healthy volunteers. Nutr Neurosci, 12:21-7.

[12] Bhumiratana N. et al. (2014) The development of an emotion lexicon for the coffee drinking experience, Fd Res Int, 61:83-92.